C’era una volta, tanto tempo fa, un cane…e un topo!

RIFLESSO CONDIZIONATO

Durante gli anni 1890, I.Pavlov (fisiologo russo; Nobel per la medicina nel 1904) realizzò un'esperienza sulla funzione gastrica del cane raccogliendo, grazie ad una fistola, le secrezioni di una ghiandola salivare per misurare ed analizzare la saliva prodotta in differenticondizioni, in risposta agli alimenti. Avendo notato che i cani tendevano a salivare prima di entrare realmente in contatto con gli alimenti, decise di investigare più in dettaglio questa « secrezione psichica ».

Si rivelò che questo fenomeno era più interessante della semplice chimica della saliva, e questo lo condusse a modificare le sue ricerche: variare gli stimoli prima della presentazione degli alimenti.

Fu così che scoprì le leggi fondamentali dell'acquisizione e la perdita dei " riflessi condizionali " cioè, le risposte riflesse, come la salivazione che si produce solamente in modo condizionale in condizioni sperimentali specifiche nell'animale.


Un fatto curioso e interessante :

L'espressione di Pavlov « riflesso condizionale » ( условный рефлекс ) é stata mal tradotta dal russo in « riflesso condizionato», e poiché gli scienziati, leggendo i suoi lavori, hanno concluso che, siccome tali riflessi erano condizionati, dovevano essere prodotti da un processo chiamato condizionamento.

Dato che il lavoro di Pavlov è stato conosciuto soprattutto in occidente grazie agli scritti di John B. Watson, l'idea di « condizionamento » in quanto forma automatica di apprendistato è diventata una concetto chiave nella psicologia comparativa, che si stava sviluppando, e nell'approccio generale della psicologia che la sottointendeva : il behaviorismo.
Uno dei cani di Pavlov conservato al "Pavlov Museum"

 

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